Valutazione della Sicurezza dei Rilevati Arginali

November 8, 2017 — November 10, 2017

Coordinator:

  • Paolo Simonini (Università degli Studi di Padova, Italy)

Negli ultimi decenni l’attenzione alla sicurezza arginale e gli investimenti nelle opere di difesa fluviale sono stati relativamente limitati e non si è provveduto a redigere specifiche normative o raccomandazioni tecniche nazionali che ne garantissero un adeguato livello prestazionale. Complice tale trascuratezza, le mutate condizioni climatiche, la progressiva urbanizzazione e la concentrazione della popolazione e delle attività produttive in aree ad elevata pericolosità hanno prodotto negli ultimi anni un aumento della frequenza dei fenomeni di inondazione e dei danni da essi prodotti, riportando l’attenzione sul problema della sicurezza idraulica.

Il governo ha destinato importi significativi per il piano metropolitano contro le alluvioni, assegnando la priorità agli interventi mirati alla riduzione del rischio alluvioni in aree metropolitane e urbane. Buona parte degli interventi finora realizzati e di quelli in programma riguardano la costruzione o l’adeguamento di casse di espansione, di cui i rilevati arginali sono elemento fondamentale. Anche le regioni, a cui fa capo la gestione della rete arginale, hanno intrapreso campagne di indagine e valutazione della sicurezza sulle tratte più problematiche.

Il corso tratterà prettamente gli aspetti geotecnici della sicurezza arginale, ossia tutti quegli aspetti che riguardano l’integrità strutturale del rilevato e della sua fondazione. (Il calcolo della forzante idraulica e del rischio di collasso per sormonto sono invece compito della modellistica idraulica. In riferimento a questo ultimo aspetto, un esteso lavoro è stato fatto dalle Autorità di Bacino che hanno realizzato le mappe di rischio in adempimento alla Direttiva Alluvioni 2007/60/EU.)

Il corso intende formare gli ingegneri affinché siano in grado di localizzare i tratti arginali più deboli, individuare i meccanismi di collasso rilevanti caso per caso, condurre le rispettive verifiche di sicurezza e individuare idonei interventi di sistemazione.

Una della maggiori difficoltà relative alla gestione delle reti arginali è la loro considerevole estensione e la variabilità dei materiali che compongono sia il corpo arginale che la fondazione. Di qui l’esigenza di affiancare alle tradizionali indagini geotecniche di tipo puntuale metodi di indagine estensivi come i metodi geofisici. Durante il corso verranno illustrate le tecniche di indagine geotecnica, con particolare attenzione alle prove per la determinazione della conducibilità idraulica, e i metodi geofisici di superficie più adatti alle applicazioni arginali con esempi tratti da casi studio. Si tratterà anche del monitoraggio, quale strumento fondamentale a supporto di verifiche di sicurezza, progettazione degli interventi di rinforzo e verifica della loro efficacia.

Nel corso verrà fornita una descrizione approfondita dei diversi meccanismi di collasso a cui gli argini possono essere soggetti in funzione della composizione del rilevato e del terreno di fondazione.


Con riferimento a casi reali verrà illustrato come eseguire analisi di filtrazione, i cui risultati sono fondamentali input per le verifiche di sicurezza. Verrà illustrato come eseguire le verifiche di stabilità in condizioni sismiche e come determinare la suscettibilità alla liquefazione. Il terremoto dell’Emilia del 2012, durante il quale molteplici tratti arginali hanno subito danneggiamenti, ci ha infatti rammentato l’importanza di verificare la sicurezza degli argini anche in presenza di sollecitazioni sismiche.

Il corso fornirà infine elementi per la progettazione dei filtri. I filtri rappresentano non solo un elemento critico degli argini zonati, ma sono anche parte integrante di interventi di sistemazione quali i rivestimenti di sponda e i dreni al piede.

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